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Trash the dress - Wedding Photography Alice Franchi

Il vestito dopo le nozze: prima si conservava nell’armadio, adesso diventa pretesto per essere fotografati ancora dopo la cerimonia

L’abito da sposa viene cercato e scelto da ogni futura moglie in modo molto accurato, per essere al massimo al momento delle nozze, indossando il vestito dei propri sogni. Ma, passato il gran giorno, qual è il suo destino?

La tradizione vuole che lo si conservi gelosamente, quale ricordo dell’evento forse più importante della vita, magari anche per farlo mettere un giorno alla propria eventuale figlia (usanza, questa, specie del passato).

Ma ultimamente sta prendendo campo una tendenza, del tutto opposta al costume storico, secondo la quale invece il vestito da sposa va distrutto: il suo nome è “trash the dress” (o anche “fearless bridal” o “rock the frock”).

Significa letteralmente “rovinare l’abito” con cui ci si è sposate, durante un servizio fotografico dallo stile glamour realizzato post-nozze, in genere qualche tempo dopo.

 

 

“Rovinare l’abito” per propiziare un matrimonio felice

Il significato originale del gesto è di per sé positivo e scaramantico: la sposa distrugge il suo abito bianco per scongiurare qualsiasi eventualità di indossarlo nuovamente, per cui è un modo di auspicare un matrimonio che duri tutta la vita. Per qualcuna però semplicemente rappresenta un atto simbolico, come di ribellione nei confronti dell’immagine tradizionale, composta e pulita, della sposa.

Alice Franchi wedd Tuscany Alice Franchi wedding kiss

Un trend che viene dagli USA, la storia

In America, e in genere nei paesi anglosassoni, è un must ormai da anni, mentre da noi in Italia non è ancora affermata, seppur in grande crescita, questa moda per cui le neomogli distruggono, facendolo documentare con foto, il proprio candido abito da sposa, tanto sognato. Secondo alcune fonti, il trend è stato inaugurato dal fotografo di matrimoni John Michael Cooper nel 2001 a Las Vegas; certamente, però, l’idea di distruggere un abito da sposa viene utilizzata simbolicamente a Hollywood almeno sin dall’ottobre ’98, quando nello spettacolo Sunset Beach Meg Cummings si buttò in mare con l’abito da sposa indosso, dopo l’interruzione della sua cerimonia di nozze.

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Scenari particolari per realizzare un servizio “Trash the Dress”

Anche lo Studio Fotografico Alice Franchi  realizza servizi “trash the dress”, in cui gli sposi si rivestono come nella giornata del “sì” e si fanno immortalare in ambienti insoliti, ma sempre tali da creare un contrasto con l’eleganza delle “vesti” da matrimonio: una spiaggia, un campo, un tetto, strade abbandonate, discariche ecc., dove i due giocano, corrono, si divertono e in particolare la sposa si comporta come se quello che ha indosso non fosse un capo da trattare con cura e accortezza, rotolandosi così senza problemi nel fango o sulla battigia,trascinandolo senza fare attenzione, tanto da sgualcirlo, bagnarlo, sporcarlo e anche strapparlo; oppure vengono usati, invece di una situazione naturale, dei colori a tempera o spray per macchiarlo. C’è anche chi, per non aver poi rimorsi, opta per un vestito post-matrimonio diverso da quello indossato durante la cerimonia, da danneggiare senza paura… ma, in linea di massima, chi sceglie di fare un servizio di questo genere si butta con l’abito sontuoso e bellissimo del “sì”.

Location e situazioni sono scelte insieme agli sposi

Con gli sposi che si affidano a me per questo tipo di servizio, scegliamo la scena che preferiscono, che deve anche essere la migliore per lo scopo, e decidiamo come realizzare lo shooting: in sostanza, sia per la location che per le situazioni le possibilità sono praticamente infinite. In ogni caso, che sia tra il fango, le onde del mare, la sabbia o in capannoni dismessi, io ricerco sempre lo scatto naturale e spontaneo, quello perfetto e indimenticabile per gli sposi.